Corvo collorosso

scritto da giorgiog1
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"Un tulipano nero che, quando piange, piange a colori intermittenti e quando ride si trasforma in un corvo collorosso" Così scrisse OssoBruco, dove diavolo l'ha preso questo corvo lui che, è incerto tra la cornacchia e la taccola.
- Nota dell'autore giorgiog1

Testo: Corvo collorosso
di giorgiog1

All’alba, quando il deserto è ancora indeciso tra il freddo della notte e il calore che verrà, una sagoma scura può staccarsi dall’orizzonte.
Non è il grande corvo imperiale, né la gracchia rumorosa delle oasi: è il corvo collorosso, ma sarebbe meglio chiamarlo collobruno, uno dei più caratteristici abitanti delle regioni aride dell’Africa e del Medio Oriente.
Il corvo collorosso, suo nome scientifico Corvus ruficollis,  è un uccello passeriforme della famiglia dei Corvidi.
Misura fino a 56 cm di lunghezza, per un peso che supera il chilogrammo ed un'apertura alare che raggiunge i 110 cm. 
Nel complesso il corvo collorosso rassomiglia al suo congenere, il corvo imperiale, rispetto al quale tuttavia presenta becco in proporzione più corto ed affusolato e con maggiore tendenza ad incurvarsi nella sua parte distale.
La caratteristica che più lo distingue dagli altri corvi è la colorazione, che in questa specie, pur essendo fondamentalmente nera, tende vistosamente a virare verso il color ruggine, in particolar modo sulla testa e sul collo. Sufficiente a identificarlo anche da lontano.
Le penne appena mutate, infatti, sono nere con riflessi metallici bluastri o purpurei, ma durante la loro vita tendono ad imbrunirsi, fino a divenire effettivamente brune alla vigilia della muta successiva. Il becco e le zampe sono invece sempre neri. A distinguerlo è soprattutto la macchia ferruginosa sul collo, un dettaglio minimo.
La voce è bassa, roca, quasi un brontolio: un richiamo che sembra nascere dalla pietra più che dall’aria.
Il ruficollis è un corvide, e come tale mostra una notevole intelligenza operativa.
Osservazioni sul campo lo descrivono mentre: utilizza pietre per rompere gusci, collabora con altri individui per stanare piccoli rettili, modula i richiami in base alla situazione. Uno studio israeliano del 2009 ha documentato vere e proprie strategie di caccia cooperativa, con individui che bloccano le vie di fuga delle lucertole mentre altri le catturano.
Pur essendo relativamente impavido, mantiene un atteggiamento circospetto e diventa diffidente se ci si avvicina troppo.
Il corvo collorosso vive in ambienti dove starci è un sercizio di resistenza: deserti di pianura, savane secche, pendii rocciosi e gole asciutte, oasi e palmeti isolati. La vegetazione è scarsa, spesso ridotta a cespugli sparsi.
In questi paesaggi il ruficollis si muove con una sobrietà che sembra parte del luogo stesso.
La sua alimentazione è onnivora, con una forte componente carnivora. Si nutre di: insetti (locuste, grilli, molluschi terrestri), piccoli vertebrati (topolini, lucertole, serpentelli, uova e nidiacei), carogne, frutta, bacche, semi e granaglie, pesce arenato nelle zone costiere.
Non disdegna risorse occasionali come datteri o grano sottratto ai sacchi.
La sua capacità di adattamento è una delle chiavi del suo successo ecologico.
In un ambiente dove gli alberi sono un lusso, il nido trova posto in fessure rocciose, anfratti o strutture abbandonate.
La coppia lo costruisce insieme utilizzando rami secchi, fibre e materiali leggeri trasportati dal vento: un piccolo esempio di architettura funzionale in un contesto ostile.
L’areale del ruficollis è ampio e comprende: gran parte del Nordafrica, il Medio Oriente e la penisola arabica, porzioni dell’Asia Centrale.
È presente anche a Capo Verde e Socotra, mentre manca dalle aree costiere del Maghreb, dove è sostituito dal corvo imperiale.
La specie è generalmente sedentaria, ma alcuni individui possono compiere spostamenti più ampi, con avvistamenti sporadici fino al Kenya settentrionale, all’India nord-occidentale e perfino in Italia meridionale (Pantelleria).



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